Stamattina a colazione, ho aperto il frigorifero e ho preso le bottiglie del succo d’arancia e del latte. Nulla che vi sorprenda. Non vi aspettavate che mungessi la mucca, raccogliessi le arance o costruissi il frigorifero. Qualcun altro, grazie a un team specializzato, competenze, risorse ed economie di scala, ha prodotto tutto ciò. Io l’ho semplicemente acquistato.

Analogamente, quando andiamo dal panettiere, ci aspettiamo aspetto che lui produca il pane, non il lievito. Il lievito lo compera, e così la farina e altri ingredienti.

Il lievito è quindi la leva per fare il pane, il frigorifero è la leva per fare colazione. Eppure, raramente i progetti imprenditoriali vengono costruiti grazie a una leva. Quasi tutte le start-up partono da un’idea di prodotto o servizio. Il fondatore è spesso un tecnico che pensa di sapere produrre un’app migliore di quelle sul mercato o una sedia più comoda o un nuovo tipo di formaggio oppure aprire una libreria specializzata. E gli piace fare il libraio o il produttore di formaggi o di app. E probabilmente è bravo a farlo.

Ora però, da imprenditori o manager, ponetevi una domanda: Quale è il vero compito dell’imprenditore?

La vostra azienda vive perché lavorate duro e in modo competente come solo voi sapete fare? Oppure perché è il luogo di massima leva? Fate ciò che fate perché lo sapete fare meglio di chiunque altro o perché non volete o potete o sapete delegare e mettere a punto un sistema produttivo che, almeno in parte, prescinda da voi?

La verità è che è più facile essere occupati che produttivi. Essere occupati è una distrazione di livello superiore. Arrivare a tarda sera esausti ci fa sentire in pace con la nostra coscienza. Essere impegnati è un ottimo posto dove nascondersi.

È diverso essere impegnati o produttivi

Essere produttivi è invece un compito difficile per molti. Quando si acquista l’abilità e il tempo di qualcun altro, si affronta un nuovo tipo di responsabilità. Il nostro lavoro potrebbe non essere più quello da cui avevamo iniziato e che sapevamo fare. Potrebbe essere ora quello di prendere decisioni e impegni necessari per guidare altre persone che fanno il nostro (ex) lavoro.

Ponetevi un’altra domanda: dato un progetto imprenditoriale, quale è il modo più diretto, economico, produttivo e veloce per avere successo? Se siete un pittore, è normale che dipingiate il vostro quadro. Se siete un musicista, la gente si aspetta che suoniate il vostro strumento. Ma, da imprenditore o manager, nessuno vi riconoscerà valore se il budget lo compilate voi o altri o l’Intelligenza Artificiale. Forse lo fate voi perché vi piace e perché siete bravi a farlo. Forse progettate voi i vostri prodotti perché avete iniziato come tecnico e lì volete rimanere. Non c’è nulla di male nel fare le cose che ci piacciono. Ma molti di noi si accontentano di modelli abituali, di giornate strapiene di compiti che richiedono la nostra presenza. Senza progettare come andare oltre, come scalare.

Make or Buy

La scelta Make or Buy (cosa fare personalmente o internamente, cosa invece delegare per quanto sempre sotto nostro controllo) è una decisione che, talvolta inconsciamente, affrontiamo ogni giorno e di cui non sempre comprendiamo appieno l’importanza strategica. Se volete crescere, arriva prima o poi il momento di darsi una promozione, salire di livello e svolgere un lavoro differente. È infatti assai probabile che ci sia qualcuno più economico, più veloce e, sì, più bravo di noi, nell’altro lavoro, quello da cui eravamo partiti.

Potrebbe essere necessario investire un po’ di tempo, energia e pensiero per trovare le giuste leve, e scegliere con intelligenza gli strumenti da utilizzare e le persone da ingaggiare. È però un investimento che vale la pena di fare. Trovate ciò di cui avete bisogno e cercate di capire come lavorare diversamente. Poi incaricate qualcun altro di costruire il frigorifero.

Ne vogliamo parlare?

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